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Antonio Marras all’interno della sua personale alla Triennale, curata da Francesca Alfano Miglietti e intitolata “Nulla die sine linea”, ha ambientato una presentazione dinamica. I modelli abbigliati, per lo più in modo rustico, con qualche accenno militare, si muovevano liberamente, mescolandosi alla folla dei visitatori e soffermandosi di tanto in tanto, come fossero pietrificati dallo sguardo della Medusa, per formare degli ieratici tableaux vivants. Gli uomini di Marras, non sono né dandy, né militari, ma piuttosto pastori e contadini e imbracciano il fucile non per fare la guerra, ma per difendersi dai lupi.

I modelli abbigliati da Marras si muovevano liberamente, mescolandosi alla folla dei visitatori e soffermandosi di tanto in tanto
In Triennale sono esposti centinaia di disegni, schizzi, frammenti che Marras ha realizzato negli anni durante i suoi innumerevoli viaggi
Quaderni, album, diari riempiti di colori a testimoniare la creatività di Marras infinita e mai sedata.
L’esposizione racconta il mondo visionario di Antonio Marras, un attraversamento dei segni emozionali e intellettuali che segnano tappe importanti nella sua vita.
Per la mostra della Triennale Antonio Marras, insieme a una serie di installazioni edite e inedite, ha rielaborato più di cinquecento disegni e dipinti
Antonio Marras, conosciuto come “il più intellettuale degli stilisti italiani”, è noto soprattutto per le sue contaminazioni tra i mondi che compongono l’universo creativo: dal cinema alla poesia, dalla storia all’arte visiva.
Marras si colloca al centro di un universo poetico teso fra linguaggi diversi, sospeso tra sconfinamenti da una materia all’altra, da una tecnica all’altra, da un’espressività all’altra.
Curata da Francesca Alfano Miglietti, l’esposizione vuole essere un’esperienza totalizzante, un viaggio in un mondo suggestivo e provocatorio, a volte assoluto, a tratti spregiudicato.
Gli uomini di Marras, non sono né dandy, né militari, ma piuttosto pastori e contadini dal fucile in mano per difesa
Il titolo della mostra è la famosa frase di Plinio il Vecchio riferita al pittore Apelle, suggerisce come lo stesso ha sempre affiancato alla sua attività di stilista quella di artista.
Marras trasforma le giacche da uomo, severe, quelle di sartoria, a giacche senza struttura, che scivolano addosso.
Lo stilista sardo ha scelto di presentare la sua collezione uomo-donna per l’autunno-inverno 2017-2018 all’interno della mostra Nulla Dies Sine Linea, a lui dedicata
La collezione fw 2017 è un caleidoscopico susseguirsi di ricami anni ’40 e romantiche fantasie floreali, dettagli leopardati e maglie militari, damaschi, broccati e jacquard tappezzeria
La mostra di Marras è piena di scarti, di oggetti ritrovati, regala una seconda vita alle cose
Incubatrici, celle e memorie si incontrano con arte, moda, ricordi e paure per dar luogo ad una mostra senza eguali
Dopo lungo indugiare, Marras svela la parte più intima della propria identità, attraverso l’antologia di opere realizzate –e collezionate – negli ultimi vent’anni.

Dove: La Triennale, Viale Alemagna 6, 20121 Milano

Antonio Marras all’interno della sua personale alla Triennale, curata da Francesca Alfano Miglietti e intitolata “Nulla die sine linea”, ha ambientato una presentazione dinamica. I modelli abbigliati, per lo più in modo rustico, con qualche accenno militare, si muovevano liberamente, mescolandosi alla folla dei visitatori e soffermandosi di tanto in tanto, come fossero pietrificati dallo sguardo della Medusa, per formare degli ieratici tableaux vivants. Gli uomini di Marras, non sono né dandy, né militari, ma piuttosto pastori e contadini e imbracciano il fucile non per fare la guerra, ma per difendersi dai lupi.

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The Moodboarders è un occhio spalancato sul mondo del progetto in tutte le sue multiformi declinazioni, capace di cogliere, anche nel quotidiano, lo straordinario. È la misura della temperatura epocale. È l’antenna sensibile capace di captare le tendenze sul nascere, i talenti che sbocciano, le estetiche trascurate. Non saggi, ma appunti veloci per sintonizzarsi sul ritmo del nostro tempo. Abbiamo viaggiato un anno senza fermarci e perché di questo viaggio non si smarrisca il ricordo abbiamo deciso di editare una versione cartacea. Abbiamo eliminato l’episodico, l’effimero e il fugace, cercando di mantenere la varietà degli argomenti e il loro fluido susseguirsi, di preservare la sorpresa delle scoperte, degli eventi colti nel loro manifestarsi, delle creazioni appena germogliate.