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Le sale del Florentina mixano richiami alla classicità con elementi di gusto decisamente contemporaneo.

Nel mondo la visione dell’Italia passa spesso attraverso immagini turistiche e idee stereotipate. Ma, di quando in quando, ci sono creativi che dal Bel Paese sanno trarre ispirazione per dar vita a qualcosa di nuovo, in grado di ricreare un’atmosfera italiana senza scivolare nel kitsch. Succede a Pechino. Qui ha aperto i battenti Florentina, un ristorante che – attraverso citazioni di alto livello – strizza l’occhio al capoluogo toscano. Firmato da Emma Maxwell, capace progettista specializzata nell’ambito dell’hospitality, il Florentina si rifà alle antiche incisioni con vedute di Firenze. Negli interni, le carte da parati con sofisticati disegni di Fornasetti si alternano alla tradizionale boiserie in legno e dialogano alla perfezione con i pavimenti in marmo di Carrara e con le finiture effetto ottone. La classicità viene stemperata da tocchi di colore, come il vitaminico verde delle poltroncine nella zona bar. Ha dichiarato Emma Maxwell: “La mutevole luce che si riflette sulle superfici di marmo, il cielo nuvoloso, l’imponenza degli edifici e delle strutture di Firenze mi hanno profondamene influenzata. La sfida era quella di interpretare la magica alchimia di una città. Con Florentina desidero trasportare i clienti in un altro spazio, un luogo di luce, illusione, bellezza e contrasti”.

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La wine room del Florentina è collegata alla sala da pranzo principale e alla zona bar.
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Emma Maxwell si dichiara affascinata dal mondo della cucina e dalla capacità dei cuochi di combinare gli ingredienti per dare vita a qualcosa di nuovo: “ Gli chef desiderano che i clienti scoprano il loro cibo esattamente come io desidero che facciano con il mio design. Vogliamo affascinare, deliziare, arricchire e dare piacere”.
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Ritratto di Emma Maxwell, la progettista
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I lampadari sono composti da palle di vetro soffiato lavorato a mano e vogliono essere dei raffinatissimi fuochi d’artificio.
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Tutte le carte da parati riproducono disegni di Fornasetti.
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Emma Maxwell ha dichiarato: “Mi approccio al progetto come se si trattasse di un piccolo teatro. Quando creo immagino sempre di portare l’ospite per mano attraverso lo spazio e di raccontargli una storia

DOVE: Courtyard 2, 6 Fangyuanxi Lu, Chaoyang District, Beijing

Nel mondo la visione dell’Italia passa spesso attraverso immagini turistiche e idee stereotipate. Ma, di quando in quando, ci sono creativi che dal Bel Paese sanno trarre ispirazione per dar vita a qualcosa di nuovo, in grado di ricreare un’atmosfera italiana senza scivolare nel kitsch. Succede a Pechino. Qui ha aperto i battenti Florentina, un ristorante che – attraverso citazioni di alto livello – strizza l’occhio al capoluogo toscano. Firmato da Emma Maxwell, capace progettista specializzata nell’ambito dell’hospitality, il Florentina si rifà alle antiche incisioni con vedute di Firenze. Negli interni, le carte da parati con sofisticati disegni di Fornasetti si alternano alla tradizionale boiserie in legno e dialogano alla perfezione con i pavimenti in marmo di Carrara e con le finiture effetto ottone. La classicità viene stemperata da tocchi di colore, come il vitaminico verde delle poltroncine nella zona bar. Ha dichiarato Emma Maxwell: “La mutevole luce che si riflette sulle superfici di marmo, il cielo nuvoloso, l’imponenza degli edifici e delle strutture di Firenze mi hanno profondamene influenzata. La sfida era quella di interpretare la magica alchimia di una città. Con Florentina desidero trasportare i clienti in un altro spazio, un luogo di luce, illusione, bellezza e contrasti”.
DOVE: Courtyard 2, 6 Fangyuanxi Lu, Chaoyang District, Beijing

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The Moodboarders è un occhio spalancato sul mondo del progetto in tutte le sue multiformi declinazioni, capace di cogliere, anche nel quotidiano, lo straordinario. È la misura della temperatura epocale. È l’antenna sensibile capace di captare le tendenze sul nascere, i talenti che sbocciano, le estetiche trascurate. Non saggi, ma appunti veloci per sintonizzarsi sul ritmo del nostro tempo. Abbiamo viaggiato un anno senza fermarci e perché di questo viaggio non si smarrisca il ricordo abbiamo deciso di editare una versione cartacea. Abbiamo eliminato l’episodico, l’effimero e il fugace, cercando di mantenere la varietà degli argomenti e il loro fluido susseguirsi, di preservare la sorpresa delle scoperte, degli eventi colti nel loro manifestarsi, delle creazioni appena germogliate.