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Dal 22 Marzo al 21 Agosto 2016 il MAD di New York dedica una personale a Studio Job, il duo di designer/artisti Job Smeets (belga) e Nynke Tynagel (olandese), noti per le loro opere virtuose sul crinale tra surrealismo e magia. Al di là dei soggetti imprevedibili, come il King Kong abbracciato al Burj Khalifa o la scimmia con il kepi rosso poggiata sul coperchio dello scrigno del tesoro, lo stupore deriva dalla perfezione e dall’ossessiva minuzia delle lavorazioni. Nel loro laboratorio ingombro di attrezzi, Job e Nynke cesellano i loro pezzi, al pari di odierni Cellini, con il supporto di provetti artigiani, costruendo un variegato repertorio che delle fiabe possiede l’imprevedibile e il magico. Deliberatamente provocatorio e interdisciplinare, il loro lavoro risulta difficile da classificare secondo i parametri della contemporaneità.

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Fonderia, 2007, Studio Job. Photo credits: D. Stier
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Monkey Business, Studio Job
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La panca della morte, Studio Job
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Robber Baron Cabinet, Studio Job
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Big Ben, Studio Job
La nascita, Studio Job
La nascita, Studio Job
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Train Crash, tavolo, Studio Job
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Chartres, vista frontale, Studio Job

DOVE: Mad Museum, New York

Dal 22 Marzo al 21 Agosto 2016 il MAD di New York dedica una personale a Studio Job, il duo di designer/artisti Job Smeets (belga) e Nynke Tynagel (olandese), noti per le loro opere virtuose sul crinale tra surrealismo e magia. Al di là dei soggetti imprevedibili, come il King Kong abbracciato al Burj Khalifa o la scimmia con il kepi rosso poggiata sul coperchio dello scrigno del tesoro, lo stupore deriva dalla perfezione e dall’ossessiva minuzia delle lavorazioni. Nel loro laboratorio ingombro di attrezzi, Job e Nynke cesellano i loro pezzi, al pari di odierni Cellini, con il supporto di provetti artigiani, costruendo un variegato repertorio che delle fiabe possiede l’imprevedibile e il magico. Deliberatamente provocatorio e interdisciplinare, il loro lavoro risulta difficile da classificare secondo i parametri della contemporaneità

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The Moodboarders è un occhio spalancato sul mondo del progetto in tutte le sue multiformi declinazioni, capace di cogliere, anche nel quotidiano, lo straordinario. È la misura della temperatura epocale. È l’antenna sensibile capace di captare le tendenze sul nascere, i talenti che sbocciano, le estetiche trascurate. Non saggi, ma appunti veloci per sintonizzarsi sul ritmo del nostro tempo. Abbiamo viaggiato un anno senza fermarci e perché di questo viaggio non si smarrisca il ricordo abbiamo deciso di editare una versione cartacea. Abbiamo eliminato l’episodico, l’effimero e il fugace, cercando di mantenere la varietà degli argomenti e il loro fluido susseguirsi, di preservare la sorpresa delle scoperte, degli eventi colti nel loro manifestarsi, delle creazioni appena germogliate.